Fuga e pestaggio al CIE di Bologna (già pubblicato il 25/04/11 su cusa.splinder.com)

Il 22 aprile scorso alle 03:00 della notte, nel CIE di Bologna, 22 immigrati tunisini hanno tentato la fuga scavalcando mura di recinsione e fili spinati. In 15 ce l’hanno fatta, mentre altri 7 sono stati bloccati dalla polizia.

Tutti e 7 sono stati pestati a sangue e portati in questura. La loro sorte è tuttora ignota.

La persona fonte di questa informazione è detenuta nel CIE stesso.

Ancora una volta siamo costretti a denunciare la bestialità delle istituzioni totali e dei lager democratici che passano sotto il nome di Centri di Identificazione ed Espulsione. Ancora una volta ribadiamo la nostra piena solidarietà attiva a tutti/e gli/le immigrati/e vittime dell’internamento e della repressione da parte dello Stato italiano, e chiediamo la piena libertà di circolazione e di vita per tutti/e loro, in Italia come su ogni altro territorio.

Sappiamo bene infatti che un fenomeno come quello accaduto venerdì, insieme all’intensificarsi del giro di vite nei confronti degli immigrati nel nostro Paese, si inserisce entro una strategia repressiva più complessiva che colpisce dalle rivolte in Nord Africa fino a quelle nelle capitali europee. Che va dall’ennesima guerra imperialista travestita da sostegno a una causa popolare, come sta avvenendo in Libia, fino all’agonia senza fine dei territori palestinesi, ogni giorno ancora martoriati dalla violenza di Stato isreliana.

Nessuno/a sarà mai un/a nostro/a nemico/a solo perché ha scelto di vivere e lavorare dove lo facciamo anche noi, indipendentemente dal luogo in cui è nato/a, dalla cultura, dal colore della pelle.

Auguriamo ai 15 che ce l’hanno fatta di poter trovare veramente una vita libera e migliore al di fuori di quelle mura. E ai 7 che sono stati fermati e picchiati, la miglior rivalsa in odor di giustizia.

Nostra patria è il mondo intero, notra legge è la libertà.

CUSA

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gruppo pacifista, ecologista, libertario.
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