LO SPAZIO SOCIALE 100CELLEAPERTE E’ SOTTO SGOMBERO

Lo spazio sociale 100 celle aperte, sito in via delle Resede 5, è l’ex magazzino mai utilizzato di un edificio in cui coesistono un asilo nido, un consultorio e una casa famiglia. Un posto di proprietà comunale, come molti altri rimasto abbandonato, che cittadini e cittadine di Centocelle hanno diligentemente recuperato, risistemato e restituito al quartiere.

Ora, a seguito delle piogge autunnali, l’asilo nido sovrastante lo spazio ha subito danneggiamenti. Con la scusa dei lavori che dovrebbero interessare il solo asilo nido, il Comune ha dichiarato l’intero edificio pericolante e ha chiesto di sgomberare i locali dello spazio sociale da persone e cose, accusando altresì i cittadini e le cittadine del quartiere che da anni attraversano questo spazio di ritardare con la loro ostinata presenza l’inizio dei lavori.

La verità è che nessuno sta impedendo l’avvio di questi lavori, ma non si può tollerare che per questo motivo lo spazio sociale venga definitivamente sgomberato. Non c’è inoltre chiarezza sull’entità e sul tipo di lavori che devono essere fatti, non è stato presentato un progetto e non si sa nulla su che fine faranno il consultorio e la casa famiglia che fanno parte dello stesso edificio.

È evidente che c’è una volontà di fare guerra a chi da anni porta avanti lotte importanti sul territorio, tra le quali, ultima solo per cronologia, non certo per importanza, quella che riguarda il parco archeologico di Centocelle, nella quale lo spazio sociale è parte attiva.

Per fare chiarezza su tutto questo e per tornare a ribadire che lo spazio non può in nessun modo essere sgomberato, venerdì 1 dicembre alle 11 ci sarà un incontro con il presidente del municipio V Boccuzzi.

È richiesta massima partecipazione e supporto per questa giornata. Di seguito il comunicato dello spazio sociale.

Di questo quartiere stanno facendo un deserto.

La politica legalista del V Municipio pentastellato sta strumentalizzando i lavori di ristrutturazione del nido sopra lo spazio sociale 100celleaperte, presidio liberato di controcultura, socialità, aggregazione e resistenza, che insiste sulla periferia di Roma est dal 1994.

Con la scusa della messa in sicurezza di tutto lo stabile le istituzioni vogliono portare a casa un altro trofeo. Ma non saremo il capro espiatorio delle inadempienze e incompetenze istituzionali. Ribadiamo di essere i primi a volere che i bambini e le bambine del nido tornino alla normalità, e ci rendiamo disponibili ad accogliere i tecnici nel momento in cui verranno a fare i sopralluoghi per l’eventuale inizio dei lavori. Ma non siamo disposti ad andarcene.

In una città i cui la politica si sta dissolvendo nella mera burocrazia arroccata sui tecnicismi, abbandonando il confronto e rifiutando le responsabilità, rivendichiamo la funzione degli spazi sociali come parti integranti dei territori e luoghi di pensiero critico.

Venerdì incontreremo il presidente Boccuzzi, per metterlo davanti alle sue responsabilità, per rimarcare la nostra posizione, per fare sentire la nostra voce e la nostra presenza.

CHIEDIAMO SUPPORTO AI COMPAGNI E ALLE COMPAGNE, ALLE/AGLI ABITANTI E ALLE REALTA’ TERRITORIALI, A TUTTE LE PERSONE CHE RENDONO VIVO LO SPAZIO SOCIALE GIORNO DOPO GIORNO DA 23 ANNI.

APPUNTAMENTO PARTECIPATO E RUMOROSO
VENERDI 1 DICEMBRE ALLE ORE 11
SOTTO IL MUNICIPIO V DI VIA TORRE ANNUNZIATA!!

DA QUI NON CE NE ANDIAMO!

I COMPAGNI E LE COMPAGNE DELLO SPAZIO SOCIALE 100CELLEAPERTE

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27 OTTOBRE, LA CRISI E’ FINITA SOLTANTO PER LORO! Rilanciamo la mobilitazione pacifista, anticapitalista e libertaria

Alle spalle la crisi più difficile” dice il premier Paolo Gentiloni, sbandierando dati sulla crescita economica e la ripresa dell’occupazione in Italia.

Eppure l’Italia è oggi un paese dove aumentano in modo esponenziale i femminicidi, la violenza giovanile, i suicidi e gli omicidi legati alla precarietà e la disperazione economica, il razzismo, l’intolleranza ed altre piaghe sociali connaturate ai sentimenti di insicurezza, frustrazione, abbandono.

Si declamano gli effetti benefici delle riforme attuate in questi anni, a fronte di una situazione sociale, giovanile ed economica disastrosa come i tagli alle pensioni, il Jobs Act ed i decreti salva banche o la “Buona Scuola”. Che avrebbero permesso al paese di evitare la bancarotta, facendolo tornare sui binari che portano ai treni dell’Unione Europea e dei buoni rapporti coi cugini americani.

Ma il “mondo oltre la crisi” è un mondo fatto di abbassamento dei salari reali e di perdita dei diritti. Istituzionalizzazione della precarietà e della flessibilità, sfruttamento del lavoro fin dall’età scolastica ed innalzamento dell’età pensionabile oltre i limiti della salute e della sicurezza.

Era proprio questo che fin dall’inizio i nostri aguzzini volevano.

E’ questo il gioco della carota e del bastone a cui stanno giocando fin dagli albori di una crisi sistemica mai terminata, alla quale stanno cercando di dare risposte sempre più ammissive della loro incapacità di risolvere problemi che loro stessi hanno generato.

Il gioco di tenerci la testa sotto le profondità di crisi abissali, per costringerci a sentire come salvezza ogni boccata di ossigeno che di tanto in tanto ci concedono.

Ed in mezzo a questo mare in tempesta dove quotidianamente affogano anche centinaia di migranti, fra rotte militarizzate e porti fatti di caporalato e xenofobia, le vele issate dalle opposizioni non hanno ancora portato un vento di cambiamento adeguato.

E’ questo il momento di scatenare la burrasca.

Di colpire duramente quando forse il potere meno se lo aspetta, profittando della relativa calma.

E del fianco scoperto di una “ripresa economica” destinata ad essere nuovamente spazzata via dallo tsunami del capitalismo.

 

Rilanciamo ovunque le coscienze e le mobilitazioni ANTICAPITALISTE, ANTIMILITARISTE, ECOLOGISTE, PACIFISTE E LIBERTARIE!

 

 

 

CUSA

 

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Sabato 6 maggio all’Ateneo Libertario Fiorentino, Movimenti e Comunità con Stefano Boni ed Andrea Papi

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PoliceStop

25 marzo 2017

Stop Europa

Nel giorno di commemorazione dei trattati che hanno dato origine all’Unione Europea, anche le forze dell’ordine per la prima volta hanno voluto prendere una posizione chiara sulla questione Europa.

Dopo aver cacciato anche gli ultimi manifestanti, con un colpo di mano si sono finalmente riappropriati di piazza Bocca della Verità e hanno espresso il loro forte “NO” all’Unione Europea. Presenti in massa al presidio polizia, carabinieri, finanza, DIGOS e polizia privata. Arrivati da ogni dove con tutti i mezzi a loro disposizione, volanti, camionette, gommoni, elicotteri. Presente anche uno strano tizio bendato dalla testa ai piedi, scambiato per pericoloso blak block dalla polizia e per poliziotto dai militanti del movimento di sinistra, fra l’altro presenti tutti alla manifestazione a volto scoperto. La verità sulla sua identità non si scoprirà mai dato che era presente da solo sia alla manifestazione di sinistra, sia a quella delle forze dell’ordine.

Il compito di garantire la sicurezza è stato affidato ai controllori dell’Atac, rimasti per un giorno senza lavoro a causa del blocco dei mezzi pubblici, e ai martiri di Nassirya.

Per tutta la notte lampeggianti sono stati avvistati in giro per la città di Roma.

Casapound dichiara: “Sapevamo che le forze dell’ordine erano dalla nostra parte”.

Rifondazione comunista, invece, commenta: “Potevamo manifestare tutti insieme”. E, alla protesta del carabiniere che aveva dichiarato: “Anche noi volevamo la nostra piazza, dovevamo fare qualcosa che ci desse visibilità”, Rifondazione replica: “Bastava mettersi d’accordo.”

 

Dafne Rossi

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CONTRO L’IDENTITA’ EUROPEA per un’ Europa di accoglienza e di solidarietà

In che cosa consiste l’identità europea?

Nei valori di pace, fratellanza, diritto e libertà di cui si bagnano la bocca i sostenitori della così detta Comunità Europea, nata proprio sessant’anni fa qui a Roma?

Ma i valori, quando sono veramente tali, non dovrebbero essere universali e trasversali alle diverse culture, piuttosto che costitutivi di una specifica identità rispetto ad un’altra?

L’Europa è un soggetto storico-geografico attraversato nei secoli da crogioli di etnie, lingue, culture e religioni, che si sono alternati/e continuamente fra guerre e rivoluzioni, progresso ed oscurantismo, accoglienza e sbarramento.

Oggi non meno di ieri, in cui si trova a rivestire il ruolo di alfiere mediterraneo di un Occidente assediato ad ogni lato, dai fantasmi che esso stesso ha generato.

Comunità Europea, Unione Europea, Europa d Maastricht e dell’Euro, Banca Europea, Parlamento Europeo. Altro non sono che espressioni istituzionali di quei gruppi di interesse e di potere che fin dalla ricostruzione successiva alla Seconda Guerra Mondiale, vollero costruire uno spazio di libero commercio e circolazione di capitali, in grado di tenere banco agli Stati Uniti senza esserne rivali. Ed anzi garantendo ed ampliando i circuiti di dominio globale degli Stati democratici e dei sistemi economici capitalisti.

L’identità europea, alla quale si rifanno i sostenitori della supremazia occidentale, ma in chiave di alternativa democratica anche diverse forze politiche e sociali di sinistra, altro non è che la costruzione identitaria che i suddetti gruppi ed interessi di potere vorrebbero operare per legittimare il proprio dominio, e della quale sono riusciti a convincere ancora una volta milioni di esseri umani.

Ma l’Europa è storicamente tutto tranne che un qualcosa di omogeneo, oggi soprattutto in cui è uno scenario sempre più cosmopolita, figlio illegittimo della propria stessa globalizzazione dei mercati. Diritti e valori umani sono universali, concetti come “democrazia” non sono assoluti e indiscutibili come si vorrebbe far credere, ed ogni vero essere umano è cittadino del mondo.

O questo soggetto storico-geografico di nome Europa, si aprirà definitivamente all’accoglienza ed all’incontro fra diverse culture, etnie, comunità, fuori e contro i sistemi di potere che vorrebbero uniformarle, e le loro istituzioni e categorie concettuali. Oppure qualsiasi azione – più o meno rivoluzionaria, sociale o progressista – fatta in nome dell’Europa, sarà fatta in nome di quegli stessi gruppi di interesse che oggi dominano un mondo fatto di guerre, terrorismi, sfruttamento di persone, lavoro, risorse, disuguaglianze e decadenza culturale.

 

 

CUSA

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Primo e secondo pensiero

PRIMO PENSIERO: AMORE RINNOVATO PER IL POPOLO Ogni persona anche quella più riottosa ha nel suo cuore il potenziale e lo puo’ tirare fuori in ogni momento tanti saranno i momenti in cui la pioggia cadrà nella nostra anima, ma non dubitare amico mio hai tutto il mio amore per te, tutta la stima e tutto il supporto, siamo parte di un popolo che vuole alzare il suo grido e la sua testa e lo farà e noi saremo li a manifestare con i garofani rosa del dialogo. Il nostro ideale è Puro come lo è lo sprezzo della morte, nostri sono attimi, piccolissimi ma grandi, di una gloria che vediamo nello sguardo rinfrancato di una ragazza che sa di essere capita o da un uomo che almeno per un attimo puo’ abbassare le difese e concedersi a noi il nostro cuore e pensiero in totale libertà, senza il timore di essere perseguito o censurato, libertà, libertà la nostra vetta e la nostra quotidiana realtà

SECONDO PENSIERO: AMORE Apriamo gli occhi al mondo e a noi stessi, esistono tante forme di amore e le possiamo esprimere tutte in ogni singolo istante siamo qui, siamo noi quelli che dell’amore hanno fatto bandiera morale

ho per tre anni fatto l’esperienza della musica in strada e sono giunto a questa conclusione osservando le persone che ci ascoltavano: la musica che ascoltiamo parla alla musica dell’anima. Dall’eco che nasce da quest’incontro si riflette l’universalità del cuore umano La musica in strada è un esperienza diretta, nel bene come nel male puoi carpire gli stati d’animo, riuscire a dare un po’ di conforto a chi ti guarda con tristezza e un po’ di speranza dettata dal tuo ritmo e dalle tue note alle persone ormai convinte del fatto che non ci possa essere alternativa a questo sistema sociale io sono Anarchico perchè l’anarchia è per me dialogo a 360 gradi, benchè ci siano razze, lingue costumi e culture differenti, attraverso il potere della musica è possibile comunicare e rivelare i propri sentimenti proprio alla luce di questi sentimenti il nostro sguardo si nutre di diverso e lo accoglie, le nostre orecchie ascoltano e anch’esse si nutrono di ritmiche

Francesco

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chi non vede queste verità è un idiota. chi le nega è un aspirante dittatore

 

i ciellini ci odiano

i nichilisti anche.

hanno fatto combutta, si sono alleati pur di spazzarci via.

sostengono che l’umanesimo è buonismo, perbenismo, razionalismo, retorica, speculazione astratta, alienazione tecnologica, pensiero fine a sé stesso.

questo è ciò che in realtà produce la teologia politica, economica e culturale di cui ogni diverso sistema di potere è fatto.

della quale il nichilismo stesso ha bisogno per sussistere, riproducendola di fatto a parti invertite, o non riuscendo pienamente a liberarsene.

ma costoro non hanno capito un cazzo della tensione ontologica, trascendentale e vitalistica, della piena ed incondizionata liberazione dei sensi che caratterizza l’umanesimo anarchico di cui parliamo e a cui aspiriamo.

le istituzioni ci osteggiano, quando non apertamente ci odiano e ci reprimono.

subiamo maltrattamenti psicologici ed anche fisici, fin da quando inizia nell’adolescenza e poi nella gioventù, la nostra presa di coscienza riguardo la menzogna generalizzata di questo mondo, e la necessità di costruirne uno nuovo radicalmente diverso.

nei momenti più critici e difficili, subiamo violenze che ci obbligano a sostenere cose totalmente false su noi stessi, l’esatto contrario di quello che siamo e che ci caratterizza, di quello che veramente vogliamo.

sono fascisti, travestiti da democrazia.

l’orgasmo è umanista ed anarchico al tempo stesso.

perché richiede tutta la carica ontologica e trascendentale necessaria a superare ogni limite, blocco, difficoltà, problema, a non fermarsi in alcun modo e per nessun motivo fino ad orgasmo raggiunto.

ed al contempo e proprio per questo motivo, richiede la rottura e la liberazione da tutti i dispositivi di potere e da tutte le dinamiche di assoggettamento che si inscrivono storicamente sulla coscienza, al fine di dominarla ed appiattire la vita, togliendole pienezza e potenziale.

è ciò che più caratterizza l’essere umano in quanto tale, rispetto alle altre specie e forme di vita.

ciò a cui sono finalizzate quelle capacità e caratteristiche umane che ci hanno permesso di sopravvivere ed affermarci come specie sulla Terra e nell’Universo.

 

 

 

Edoardo

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Testamento politico parte seconda

riprendere nella velocità la nostra autentica lentezza amici e amiche mie,

sicuramente vi sarete accorti se guardate un po’ di televisione, tantissime pubblicità su l’utilità dell’automobile, addirittura la infarciscono con considerazioni esistenziali e filosofiche

chi vi scrive e parla ha deciso una radicale decisione: abolire totalmente l’uso dell’automobile per decidere la mia lentezza

vi sentite oppressi da tutta questa velocità, vi sentite trascinati in un vortice che risucchia il vostro cuore?

Dite di no!!

ditelo con forza e coraggio e con la consapevolezza che non siete soli a pensarla come la penso io,

sta nascendo e stratificando un Noi forte e deciso e Cusa ne è la voce, lo stendardo di una autentica diversità

io non sono molto bravo con le parole e concludo con una poesia

 

SIATE

Siate quello che sentite

dentro

voler essere

onorate

quello che avete

paura di diventare

è il vostro

essere unici

 

 

Francesco

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Sabato 17 dicembre all’Ateneo Libertario Fiorentino, “Divieto di accesso” e inaugurazione del ciclo “Prospettive libertarie”

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Prima parte del mio testamento politico

SIATE SEMPRE INTEGRI CON VOI STESSI,

SEMPRE QUALSIASI COSA ACCADA,

non lasciate che niente e nessuno sia in grado di violare la vostra mente, fatela rimanere pura perché Lei è la vostra Arma e la vostra Salvatrice.

Un’Anima solitaria vi pensa e nonostante i vostri sguardi spenti e indifferenti vi osserva.

La Vita può assumere un senso, mi rivolgo a tutte quelle anime come me che ancora cercano una loro dimensione strutturale, costruitela, non siate complici di tutto quello che sta capitando intorno a questo universo che pian piano si va sgretolando.

Ricordate, riuscire a stare da soli è il più inestimabile dei doni.

Rinunciate a quello che pretende da voi velocità, osservate in silenzio il cielo e riuscirete ad ammirare ancora come in tempi andati, quello che al primo uomo dava tanto fascino, sorpresa e ammirazione, perché era la prima volta che lo notava.

In cento mani cento occhi tutto questo può risorgere

ricordatelo.

 

 

Francesco

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