Sabato 6 maggio all’Ateneo Libertario Fiorentino, Movimenti e Comunità con Stefano Boni ed Andrea Papi

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PoliceStop

25 marzo 2017

Stop Europa

Nel giorno di commemorazione dei trattati che hanno dato origine all’Unione Europea, anche le forze dell’ordine per la prima volta hanno voluto prendere una posizione chiara sulla questione Europa.

Dopo aver cacciato anche gli ultimi manifestanti, con un colpo di mano si sono finalmente riappropriati di piazza Bocca della Verità e hanno espresso il loro forte “NO” all’Unione Europea. Presenti in massa al presidio polizia, carabinieri, finanza, DIGOS e polizia privata. Arrivati da ogni dove con tutti i mezzi a loro disposizione, volanti, camionette, gommoni, elicotteri. Presente anche uno strano tizio bendato dalla testa ai piedi, scambiato per pericoloso blak block dalla polizia e per poliziotto dai militanti del movimento di sinistra, fra l’altro presenti tutti alla manifestazione a volto scoperto. La verità sulla sua identità non si scoprirà mai dato che era presente da solo sia alla manifestazione di sinistra, sia a quella delle forze dell’ordine.

Il compito di garantire la sicurezza è stato affidato ai controllori dell’Atac, rimasti per un giorno senza lavoro a causa del blocco dei mezzi pubblici, e ai martiri di Nassirya.

Per tutta la notte lampeggianti sono stati avvistati in giro per la città di Roma.

Casapound dichiara: “Sapevamo che le forze dell’ordine erano dalla nostra parte”.

Rifondazione comunista, invece, commenta: “Potevamo manifestare tutti insieme”. E, alla protesta del carabiniere che aveva dichiarato: “Anche noi volevamo la nostra piazza, dovevamo fare qualcosa che ci desse visibilità”, Rifondazione replica: “Bastava mettersi d’accordo.”

 

Dafne Rossi

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CONTRO L’IDENTITA’ EUROPEA per un’ Europa di accoglienza e di solidarietà

In che cosa consiste l’identità europea?

Nei valori di pace, fratellanza, diritto e libertà di cui si bagnano la bocca i sostenitori della così detta Comunità Europea, nata proprio sessant’anni fa qui a Roma?

Ma i valori, quando sono veramente tali, non dovrebbero essere universali e trasversali alle diverse culture, piuttosto che costitutivi di una specifica identità rispetto ad un’altra?

L’Europa è un soggetto storico-geografico attraversato nei secoli da crogioli di etnie, lingue, culture e religioni, che si sono alternati/e continuamente fra guerre e rivoluzioni, progresso ed oscurantismo, accoglienza e sbarramento.

Oggi non meno di ieri, in cui si trova a rivestire il ruolo di alfiere mediterraneo di un Occidente assediato ad ogni lato, dai fantasmi che esso stesso ha generato.

Comunità Europea, Unione Europea, Europa d Maastricht e dell’Euro, Banca Europea, Parlamento Europeo. Altro non sono che espressioni istituzionali di quei gruppi di interesse e di potere che fin dalla ricostruzione successiva alla Seconda Guerra Mondiale, vollero costruire uno spazio di libero commercio e circolazione di capitali, in grado di tenere banco agli Stati Uniti senza esserne rivali. Ed anzi garantendo ed ampliando i circuiti di dominio globale degli Stati democratici e dei sistemi economici capitalisti.

L’identità europea, alla quale si rifanno i sostenitori della supremazia occidentale, ma in chiave di alternativa democratica anche diverse forze politiche e sociali di sinistra, altro non è che la costruzione identitaria che i suddetti gruppi ed interessi di potere vorrebbero operare per legittimare il proprio dominio, e della quale sono riusciti a convincere ancora una volta milioni di esseri umani.

Ma l’Europa è storicamente tutto tranne che un qualcosa di omogeneo, oggi soprattutto in cui è uno scenario sempre più cosmopolita, figlio illegittimo della propria stessa globalizzazione dei mercati. Diritti e valori umani sono universali, concetti come “democrazia” non sono assoluti e indiscutibili come si vorrebbe far credere, ed ogni vero essere umano è cittadino del mondo.

O questo soggetto storico-geografico di nome Europa, si aprirà definitivamente all’accoglienza ed all’incontro fra diverse culture, etnie, comunità, fuori e contro i sistemi di potere che vorrebbero uniformarle, e le loro istituzioni e categorie concettuali. Oppure qualsiasi azione – più o meno rivoluzionaria, sociale o progressista – fatta in nome dell’Europa, sarà fatta in nome di quegli stessi gruppi di interesse che oggi dominano un mondo fatto di guerre, terrorismi, sfruttamento di persone, lavoro, risorse, disuguaglianze e decadenza culturale.

 

 

CUSA

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Primo e secondo pensiero

PRIMO PENSIERO: AMORE RINNOVATO PER IL POPOLO Ogni persona anche quella più riottosa ha nel suo cuore il potenziale e lo puo’ tirare fuori in ogni momento tanti saranno i momenti in cui la pioggia cadrà nella nostra anima, ma non dubitare amico mio hai tutto il mio amore per te, tutta la stima e tutto il supporto, siamo parte di un popolo che vuole alzare il suo grido e la sua testa e lo farà e noi saremo li a manifestare con i garofani rosa del dialogo. Il nostro ideale è Puro come lo è lo sprezzo della morte, nostri sono attimi, piccolissimi ma grandi, di una gloria che vediamo nello sguardo rinfrancato di una ragazza che sa di essere capita o da un uomo che almeno per un attimo puo’ abbassare le difese e concedersi a noi il nostro cuore e pensiero in totale libertà, senza il timore di essere perseguito o censurato, libertà, libertà la nostra vetta e la nostra quotidiana realtà

SECONDO PENSIERO: AMORE Apriamo gli occhi al mondo e a noi stessi, esistono tante forme di amore e le possiamo esprimere tutte in ogni singolo istante siamo qui, siamo noi quelli che dell’amore hanno fatto bandiera morale

ho per tre anni fatto l’esperienza della musica in strada e sono giunto a questa conclusione osservando le persone che ci ascoltavano: la musica che ascoltiamo parla alla musica dell’anima. Dall’eco che nasce da quest’incontro si riflette l’universalità del cuore umano La musica in strada è un esperienza diretta, nel bene come nel male puoi carpire gli stati d’animo, riuscire a dare un po’ di conforto a chi ti guarda con tristezza e un po’ di speranza dettata dal tuo ritmo e dalle tue note alle persone ormai convinte del fatto che non ci possa essere alternativa a questo sistema sociale io sono Anarchico perchè l’anarchia è per me dialogo a 360 gradi, benchè ci siano razze, lingue costumi e culture differenti, attraverso il potere della musica è possibile comunicare e rivelare i propri sentimenti proprio alla luce di questi sentimenti il nostro sguardo si nutre di diverso e lo accoglie, le nostre orecchie ascoltano e anch’esse si nutrono di ritmiche

Francesco

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chi non vede queste verità è un idiota. chi le nega è un aspirante dittatore

 

i ciellini ci odiano

i nichilisti anche.

hanno fatto combutta, si sono alleati pur di spazzarci via.

sostengono che l’umanesimo è buonismo, perbenismo, razionalismo, retorica, speculazione astratta, alienazione tecnologica, pensiero fine a sé stesso.

questo è ciò che in realtà produce la teologia politica, economica e culturale di cui ogni diverso sistema di potere è fatto.

della quale il nichilismo stesso ha bisogno per sussistere, riproducendola di fatto a parti invertite, o non riuscendo pienamente a liberarsene.

ma costoro non hanno capito un cazzo della tensione ontologica, trascendentale e vitalistica, della piena ed incondizionata liberazione dei sensi che caratterizza l’umanesimo anarchico di cui parliamo e a cui aspiriamo.

le istituzioni ci osteggiano, quando non apertamente ci odiano e ci reprimono.

subiamo maltrattamenti psicologici ed anche fisici, fin da quando inizia nell’adolescenza e poi nella gioventù, la nostra presa di coscienza riguardo la menzogna generalizzata di questo mondo, e la necessità di costruirne uno nuovo radicalmente diverso.

nei momenti più critici e difficili, subiamo violenze che ci obbligano a sostenere cose totalmente false su noi stessi, l’esatto contrario di quello che siamo e che ci caratterizza, di quello che veramente vogliamo.

sono fascisti, travestiti da democrazia.

l’orgasmo è umanista ed anarchico al tempo stesso.

perché richiede tutta la carica ontologica e trascendentale necessaria a superare ogni limite, blocco, difficoltà, problema, a non fermarsi in alcun modo e per nessun motivo fino ad orgasmo raggiunto.

ed al contempo e proprio per questo motivo, richiede la rottura e la liberazione da tutti i dispositivi di potere e da tutte le dinamiche di assoggettamento che si inscrivono storicamente sulla coscienza, al fine di dominarla ed appiattire la vita, togliendole pienezza e potenziale.

è ciò che più caratterizza l’essere umano in quanto tale, rispetto alle altre specie e forme di vita.

ciò a cui sono finalizzate quelle capacità e caratteristiche umane che ci hanno permesso di sopravvivere ed affermarci come specie sulla Terra e nell’Universo.

 

 

 

Edoardo

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Testamento politico parte seconda

riprendere nella velocità la nostra autentica lentezza amici e amiche mie,

sicuramente vi sarete accorti se guardate un po’ di televisione, tantissime pubblicità su l’utilità dell’automobile, addirittura la infarciscono con considerazioni esistenziali e filosofiche

chi vi scrive e parla ha deciso una radicale decisione: abolire totalmente l’uso dell’automobile per decidere la mia lentezza

vi sentite oppressi da tutta questa velocità, vi sentite trascinati in un vortice che risucchia il vostro cuore?

Dite di no!!

ditelo con forza e coraggio e con la consapevolezza che non siete soli a pensarla come la penso io,

sta nascendo e stratificando un Noi forte e deciso e Cusa ne è la voce, lo stendardo di una autentica diversità

io non sono molto bravo con le parole e concludo con una poesia

 

SIATE

Siate quello che sentite

dentro

voler essere

onorate

quello che avete

paura di diventare

è il vostro

essere unici

 

 

Francesco

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Sabato 17 dicembre all’Ateneo Libertario Fiorentino, “Divieto di accesso” e inaugurazione del ciclo “Prospettive libertarie”

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Prima parte del mio testamento politico

SIATE SEMPRE INTEGRI CON VOI STESSI,

SEMPRE QUALSIASI COSA ACCADA,

non lasciate che niente e nessuno sia in grado di violare la vostra mente, fatela rimanere pura perché Lei è la vostra Arma e la vostra Salvatrice.

Un’Anima solitaria vi pensa e nonostante i vostri sguardi spenti e indifferenti vi osserva.

La Vita può assumere un senso, mi rivolgo a tutte quelle anime come me che ancora cercano una loro dimensione strutturale, costruitela, non siate complici di tutto quello che sta capitando intorno a questo universo che pian piano si va sgretolando.

Ricordate, riuscire a stare da soli è il più inestimabile dei doni.

Rinunciate a quello che pretende da voi velocità, osservate in silenzio il cielo e riuscirete ad ammirare ancora come in tempi andati, quello che al primo uomo dava tanto fascino, sorpresa e ammirazione, perché era la prima volta che lo notava.

In cento mani cento occhi tutto questo può risorgere

ricordatelo.

 

 

Francesco

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“Berneri e la rivoluzione in Spagna”, un articolo di Claudio Strambi, in occasione dell’80° anniversario della Rivoluzione spagnola

riv. spagnolaPer festeggiare l’80° anniversario della Rivoluzione spagnola, iniziata il 19 luglio del 1936, in risposta al tentativo di colpo di stato dei militari golpisti, guidati dai generali Emilio Mola e Francisco Franco, volentieri pubblichiamo questo articolo interessante di Claudio Strambi – attivista anarchico di Firenze – già pubblicato anche sul sito di Umanità Nova (http://www.umanitanova.org/2016/06/02/berneri-e-la-rivoluzione-in-spagna/)

 

Esso si concentra in modo particolare, su una delle figure essenziali di quella straordinaria vicenda storica e rivoluzionaria, ovvero l’anarchico Camillo Berneri.

Autore di fortissima attualità, e portatore in quel frangente di un approccio del tutto originale, in risposta sia alle difficoltà ed alle contraddizioni attraversate delle organizzazioni libertarie, di fronte alle necessità impellenti della guerra civile. Quanto ancor più, ai tentativi di militarizzazione controrivoluzionaria, attuati dalle forze staliniste, contro le esperienze autogestionarie e federative di socializzazione dei mezzi di produzione, e di gestione comunitaria della società. Che in quei giorni i popoli della penisola iberica avevano affermato, e stavano affermando come mai prima di allora nella Storia universale.

Quegli stessi stalinisti che il 5 maggio 1937, durante gli scontri interni al fronte antifascista avvenuti nella Barcellona rivoluzionaria, prelevarono Camillo Berneri e l’amico compagno Francesco Barbieri, per fucilarli e tentare di spazzare via assieme a loro, ogni prospettiva sociale di tipo antiautoritario ed antimilitarista.

 

Il‭ ‬19‭ ‬luglio di‭ ‬80‭ ‬anni fa,‭ ‬gli operai e i contadini spagnoli,‭ ‬con le armi in pugno,‭ ‬dopo aver salvato la repubblica spagnola dal‭ ‬putsch militare franchista,‭ ‬si lanciarono ben oltre,‭ ‬alla ricerca di un mondo nuovo senza sfruttati‭ ‬né sfruttatori.‭ ‬In Catalogna,‭ ‬in Aragona e nel Levante,‭ ‬guidati dalle forze anarchiche e anarcosindacaliste,‭ ‬essi si impadronirono dei mezzi di produzione e di scambio,‭ ‬costruendo l’intelaiatura di una possibile società comunista libertaria.

I lavoratori,‭ ‬organizzati in milizie popolari dai sindacati ‭ (‬anarco-sindacalista‭) ‬e UGT‭ (‬socialista‭)‬,‭ ‬combatterono contro un esercito assai meglio armato e appoggiato dall’Italia di Mussolini e dalla Germania di Hitler.‭ ‬Nessun aiuto arrivò alle forze progressiste dalle democrazie francese e inglese,‭ ‬mentre la Russia di Stalin inviò aiuti con il contagocce,‭ ‬in ritardo,‭ ‬facendosele pagare a peso d’oro e li fece arrivare solo a quelle forze che si ponevano a difesa della proprietà capitalista e della democrazia borghese.‭

Il sogno di una società liberata fu stritolato tra le maglie d’acciaio della guerra.‭ ‬Ben presto arrivarono i compromessi:‭ ‬il ricatto delle armi che mancavano,‭ ‬spinse i dirigenti anarcosindacalisti a entrare prima nel governo catalano,‭ ‬poi in quello nazionale spagnolo.‭ ‬La partita si fece sempre più complicata,‭ ‬la dirigenza anarchica sembrò smarrire sé stessa e le proprie ragioni,‭ ‬mentre l’arroganza totalitaria dei‭ “‬consiglieri‭” ‬russi la fece sempre più da padrona.‭ ‬La breve estate dell’anarchia,‭ ‬prima ancora che dal fascismo,‭ ‬fu soppressa dalla coalizione democratico-stalinista che ebbe nel PSUC‭ (‬il partito stalinista catalano‭) ‬il suo Noske spagnolo.‭(‬1‭)

Durante le giornate di maggio del‭ ’‬37‭ ‬a Barcellona,‭ ‬quando le forze della controrivoluzione stalinista sferrarono l’attacco alla rivoluzione libertaria,‭ ‬si giocò sulle barricate la battaglia decisiva:‭ ‬CNT,‭ ‬ e‭ ‬POUM‭ (‬comunisti di sinistra‭) ‬da una parte‭; ‬stalinisti,‭ ‬repubblicani e catalanisti dall’altra.‭ ‬I secondi vinsero per l’appoggio pesante della Russia,‭ ‬ma anche per le incertezze e per gli evidenti limiti politici del movimento libertario spagnolo.‭ ‬Così,‭ ‬nella notte tra il‭ ‬5‭ ‬e il‭ ‬6‭ ‬maggio,‭ ‬Camillo ed il suo amico Ciccio Barbieri furono assassinati a freddo da sicari stalinisti,‭ ‬andandosi ad aggiungere alle‭ ‬500‭ ‬vittime di quelle giornate.

La rivoluzione spagnola rappresentò uno spartiacque nella storia mondiale:‭ ‬il nazi-fascismo una volta vinta la guerra sociale in ,‭ ‬scatenò la Seconda Guerra Mondiale,‭ ‬mentre per l’anarchismo internazionale dopo quella sconfitta niente fu come prima:‭ ‬solo con il‭ ’‬68‭ ‬prima e poi con i più recenti i movimenti internazionali l’ipotesi libertaria ha ricominciato una sua nuova vita.

La figura di Berneri in questo contesto è decisiva e simbolica allo stesso tempo:‭ ‬decisiva per il ruolo critico che egli ebbe in quelle tormentate e drammatiche vicende spagnole‭; ‬simbolica perché la soppressione fisica della sua limpida intelligenza ha coinciso con il temporaneo declino di una storia lunga e gloriosa.

Nel secondo dopoguerra la figura di Berneri in generale ed il suo specifico agire e pensare in Spagna furono modellati in funzione di una neo-ortodossia anarchica priva di orizzonti politici.‭ ‬La personalità di Berneri fu accuratamente selezionata disegnando linee dritte dove in realtà vi erano curve e contro-curve,‭ ‬contraddizioni rilevanti‭ ‬e non pochi punti controversi.

Dopo la caduta del Muro di Berlino,‭ ‬quando‭ ‬l’anarchismo è tornato all’attenzione di un vasto pubblico,‭ ‬anche la figura di Berneri è tornata alla ribalta ed è stata oggetto di un rinnovato interesse storiografico.‭ ‬È andato affermandosi negli anni un variegato‭ ‬milieu intellettuale,‭ ‬che ha tentato in vario modo di ridisegnare la figura di Berneri,‭ ‬conducendolo passo,‭ ‬passo,‭ ‬dalla sua militanza anarchica rivoluzionaria,‭ ‬fino al profilo di un uomo‭ “‬fuori campo‭”‬,‭ ‬di‭ “‬un intellettuale di confine‭”‬,‭ ‬di una tormentata intelligenza,‭ ‬svolazzante tra un anarchismo liberale,‭ ‬un liberal-socialismo ed un qualcosa di indefinito,‭ ‬tendenzialmente fuori da una rigida logica di appartenenza,‭ ‬oppure alla ricerca di un partito che non è mai riuscito a nascere.

Non c’è dubbio che il percorso intellettuale di Camillo Berneri è stato un percorso ricchissimo,‭ ‬affascinante,‭ ‬contraddittorio,‭ ‬contorto e controverso:‭ ‬un uomo che riesce a‭ ‬subire le suggestioni del marxista Angelo e del riformista‭ ‬Prampolini,‭ ‬dei classici anarchici Malatesta e Kropotkin,‭ ‬ma anche di un Salvemini,‭ ‬di un Gobetti,‭ ‬di un‭ ‬De Viti De Marco,‭ ‬di tutta la scuola liberista italiana‭ (‬da cui la discutibile convergenza da lui ad un certo punto teorizzata tra collettivismo e liberismo‭)‬.‭

Un uomo il”nostro‭” ‬in cui troviamo il miglior Bakunin,‭ ‬il miglior Marx,‭ ‬e in controluce Gramsci,‭ ‬ma in cui troviamo anche il Proudhon più arcaico,‭ ‬da cui deriva,‭ ‬in parte,‭ ‬l’orrenda posizione berneriana sulla questione femminile.‭ ‬D’altra parte una notevole forza ha in lui il retroterra risorgimentale del Mazzini,‭ ‬del Cattaneo,‭ ‬del Ferrari e,‭ ‬se poi andiamo spaziando,‭ ‬troviamo il solido anarchismo nordico di Rudolf Rocker,‭ ‬il marxismo anti-determinista del sindacalista rivoluzionario Enrico Leone.‭ ‬Scavando ancora,‭ ‬ma nemmeno tanto,‭ ‬troviamo la sua passione per la democrazia radicale dei rivoluzionari francesi dell‭’‬89‭ ‬e per la tolleranza liberale di Voltaire.‭ ‬Troviamo la viva simpatia politica per il conciliarismo operaio e per Rosa Luxemburg,‭(‬2‭) ‬ma anche la più totale avversione al determinismo marxista da cui era pervasa la comunista polacca.‭ ‬Andando in filosofia troviamo certamente Kant,‭ ‬il matematico-filosofo convenzionalista‭ ‬Poincarè e quindi Einstein,‭ ‬l’ex prete Ardigò.‭ ‬Per non dire di certe simpatie evangeliche e tanto altro ancora‭!

Detto tutto ciò,‭ ‬però,‭ ‬questo intellettuale geniale e contorto,‭ ‬eclettico e problematico,‭ ‬entusiasmante e censurabile,‭ ‬concreto e sognatore,‭ ‬fu essenzialmente e innanzitutto un militante anarchico di prima fila.‭ ‬Uno che quando pensava che bisognasse attentare alla vita degli uomini del fascismo non faceva l’intellettuale,‭ ‬ci provava in prima persona,‭ ‬magari con‭ ‬risultati non proprio brillanti.‭(‬3‭) ‬Berneri fu l’anarchico più espulso d’Europa,‭ ‬non perché era un intellettuale,‭ ‬ma perché era un organizzatore instancabile,‭ ‬pronto all’estremo sacrificio.

Berneri riuscì nella difficilissima impresa di coagulare il disperso anarchismo italiano dell’esilio e riunirlo nell’importantissimo convegno di Sartrouville dell’ottobre‭ ’‬35.‭(‬4‭) ‬Fu anche colui che guidò gli anarchici ad una ponderata alleanza con Giustizia e Libertà,‭ ‬fino alla formazione,‭ ‬nell’agosto del‭ ’‬36,‭ ‬della‭ ‬Prima‭ ‬Colonna Italiana di combattenti antifascisti in Spagna.

Era sordo e malaticcio,‭ ‬ma volle lo stesso combattere al fronte aragonese,‭ ‬partecipando con coraggio alla gloriosa battaglia di Monte Pelato.‭ ‬Fino a che i suoi compagni amorevolmente lo‭ “‬cacciarono‭”‬,‭ ‬inviandolo a Barcellona dove era assai più utile con la sua opera di direzione politica e fu lui che denunciò,‭ ‬senza timore della morte,‭ ‬i crimini di Stalin che in quel momento stava compiendo:‭ ‬trucidare quegli stessi gerarchi bolscevichi,‭ ‬che a loro volta avevano avuto le mani sporche di sangue di altri rivoluzionari.‭ ‬Fu ancora lui che difese senza sé e senza ma,‭ ‬il piccolo partito comunista di sinistra‭ (‬Il POUM‭)‬,‭ ‬dagli efferati attacchi moscoviti,‭ ‬rivendicando l’alleanza degli anarchici con quel partito.

A questo punto,‭ ‬quasi un secolo dopo,‭ ‬su cosa avrebbe fatto Berneri,‭ ‬se non fosse stato ammazzato in Spagna,‭ ‬se ne possono dire o lasciar intendere quante ne vogliamo,‭ ‬tanto i morti non resuscitano e il tempo non torna indietro.‭ ‬Ma poiché alla vita più che la morte non si‭ ‬può chiedere è evidente che la vicenda‭ ‬spagnola rimarrà per sempre l’ultima pellicola sulla vita di Camillo Berneri,‭ ‬una pellicola su cui si‭ ‬concentrano non poche ambiguità e trascuratezze.‭

Sulla scia dell’ondata culturale seguita al crollo dei regimi‭ “‬feudal-comunisti‭” ‬dell’est europeo,‭ ‬piace a molti collocare Berneri tra le vittime del comunismo.‭ ‬In effetti i fatti hanno la testa dura:‭ ‬a ucciderlo materialmente furono uomini che si dichiaravano comunisti agli ordini di un partito che si considerava comunista.‭ ‬Ma d’altra parte lui in Spagna non fu avversario del comunismo,‭ ‬se per comunismo si intende un sistema egualitario di riorganizzazione della vita economica e sociale.‭ ‬La realtà è l’esatto contrario.‭

Gli stalinisti in Spagna,‭ ‬cioè gli assassini di Berneri,‭ ‬erano alleati con i repubblicani e con i catalanisti ed erano violentemente contrari alla collettivizzazione di fabbriche,‭ ‬terre e servizi.‭ ‬Anzi,‭ ‬quando dopo le giornate di maggio‭ ’‬37‭ ‬essi presero il sopravvento sugli anarchici e sul POUM,‭ ‬si premurarono subito di restituire ai vecchi proprietari molte delle terre aragonesi che erano state espropriate e collettivizzate dai contadini.‭ ‬Berneri come gli altri anarchici era invece decisamente schierato per la collettivizzazione delle fabbriche,‭ ‬delle terre e dei servizi.‭

Certo lui era un tattico e raccomandava cautela verso la piccola proprietà,‭ ‬in rapporto alle esigenze della guerra da cui non si poteva prescindere.‭ ‬Ma la direzione di marcia da lui invocata era inequivocabile.‭ ‬“Per noi la lotta è intavolata fra il fascismo e il comunismo libertario‭” ‬disse in un’intervista.‭ ‬E in un articolo su‭ “‬Guerra di Classe‭” ‬denunciava:‭ ‬“Il comitato esecutivo‭ ‬del‭ ‬Partito Comunista Spagnolo ha dichiarato recentemente che nella lotta attuale,‭ ‬egli si propone la difesa della democrazia e la salvaguardia della proprietà privata.‭ ‬Vi è nell’aria puzzo di Noske‭”‬.‭ ‬Passarono neanche cinque mesi da quel momento,‭ ‬perché i Noske spagnoli entrassero in azione e facessero di Camillo Berneri il Rosa Luxemburg della rivoluzione spagnola.‭

Ma per chi avesse dubbi su come Berneri si prefigurasse il progresso sociale della Spagna,‭ ‬si rilegga questo passaggio de‭ “‬Il massacro degli intellettuali‭”‬:‭ ‬“In un paese in cui l’analfabetismo impaluda ancora il livello culturale del sessanta per cento del proletariato rurale,‭ ‬soltanto il socialismo può fondare scuole in ogni villaggio‭ (…)‬.‭ ‬In un paese in cui l’industrialismo è ai primi passi,‭ ‬la cultura tecnica non può essere sviluppata rapidamente che a una sola condizione:‭ ‬che tutta la vita economica acquisti un ritmo accelerato,‭ ‬un ampio respiro,‭ ‬una modernizzazione di piani e di unità di sviluppo,‭ ‬condizione codesta che soltanto un economia collettivista può determinare‭”‬.‭ ‬Che strano liberale‭!

Strettamente connessa alla questione del comunismo è quella dell’umanesimo e del classismo nell’anarchismo.‭ ‬È antico di alcuni decenni il tentativo di‭ ‬descrivere Berneri come colui che avrebbe tentato di traghettare l’anarchismo‭ ‬fuori dal recinto del movimento operaio e socialista,‭ ‬verso un‭ ‬approdo aclassista,‭ ‬interclassista e astrattamente universalistico.‭ ‬Su questa strada il milieu neo-berneriano‭ “‬da destra‭” ‬è costretto a scontrarsi subito con una questione nominale:‭ ‬Berneri in Spagna,‭ ‬cioè nell’ultimo capitolo della sua vita,‭ ‬diresse un giornale che si chiamava per l’appunto‭ ‬“Guerra di Classe‭”‬.‭ ‬Con grande nonchalanche qualcuno è arrivato a scrivere che questo è un fatto irrilevante,‭ ‬puramente formale perché ormai Berneri sarebbe stato orientato idealmente in tutt’altra direzione.‭ ‬Leggiamo quindi l’editoriale da lui scritto,‭ ‬con cui comincia la pubblicazione di‭ ‬ “Guerra di Classe‭”‬ a Barcellona‭ ‬il‭ ‬9‭ ‬ottobre‭ ‬del‭ ’‬36.‭ ‬“’Guerra di Classe‭’ ‬è titolo d’attualità,‭ ‬da millenni.‭ ‬E lo rimarrà per molti secoli ancora.‭ ‬Guerra di classe è quella in cui siamo immersi qui,‭ ‬dove‭ “‬viviamo‭” ‬e la riconosciamo e l’affermiamo come tale.‭ ‬Guerra civile e rivoluzione sociale non sono in Spagna che due aspetti di una realtà unica:‭ ‬Un paese in marcia verso un nuovo ordine politico ed economico che,‭ ‬senza dittature e contro lo spirito dittatoriale costruirà le premesse e le condizioni di sviluppo del collettivismo libertario.‭”‬

Berneri non contrappose mai la dimensione umanistica a quella classista dell’anarchismo:‭ ‬al contrario,‭ ‬dette ad ognuna il posto che le spettava.‭ ‬In una polemica con i bordighisti,‭ ‬Berneri scrisse che‭ ‬“l’anarchismo è classista per‭ ‬contingenza storica e umanista per essenza filosofica.‭”‬.‭(‬5‭) ‬In uno dei suoi classici scrisse poi:‭ ‬“Il rivoluzionario umanista è consapevole della funzione evolutiva del proletariato,‭ ‬è con il proletariato perché essa è classe oppressa,‭ ‬sfruttata,‭ ‬avvilita ma non cade nell’ingenuità populista di attribuire al proletariato tutte le virtù,‭ ‬e alla borghesia tutti i vizi e la stessa borghesia comprende nel suo sogno di umana emancipazione.‭ ‬Pietro Kropotkin diceva:‭ ‬‘Lavorando ad abolire la divisione tra padroni e schiavi,‭ ‬noi lavoriamo alla felicità degli uni e degli altri,‭ ‬alla felicità dell’umanità‭’ (‬…) l’anarchismo si è affermato nettamente e costantemente in ogni paese come corrente socialista e come movimento proletario.‭ ‬Ma l’umanesimo si è affermato nell’anarchismo come preoccupazione individualista di garantire lo sviluppo delle personalità e come comprensione,‭ ‬nel sogno di emancipazione sociale di tutte le classi,‭ ‬di tutti i ceti,‭ ‬ossia di tutta l’umanità.‭ ‬Tutti gli uomini hanno bisogno di essere redenti da altri e da sé stessi.‭ ‬Il proletariato è stato,‭ ‬è,‭ ‬e sarà più che mai il fattore storico‭ ‬di questa universale emancipazione‭”‬ (il grassetto è mio‭)‬.

Per quanto la prosa berneriana sia piacevolissima da leggere,‭ ‬siamo‭ ‬praticamente alla‭ “‬scoperta dell’acqua calda‭” ‬dell’anarchismo:‭ ‬distinzione‭ ‬e connessione tra aspirazione etica e necessità storica.‭ ‬Evidentemente però‭ “‬l’acqua calda‭” ‬era allora e per molti è ancora un concetto difficile da comprendere.‭ ‬Quando si cerca di disegnare un Berneri che vira verso la dimensione universalistica dell’anarchismo,‭ ‬bisognerebbe ricordarsi che se c’è un punto fermo nella personalità di Berneri è proprio quello di essersi battuto strenuamente e costantemente per un anarchismo che fosse‭ ‬“un grande fattore di storia‭”‬.

Ma riguardo al Berneri spagnolo vi è un altro aspetto politico estremamente significativo che si tende,‭ ‬non a caso,‭ ‬a trascurare.‭ ‬Stiamo parlando dell’indicazione che Berneri dette‭ ‬all’allargamento del conflitto spagnolo verso il mondo arabo delle colonie francesi,‭ ‬inglesi‭ ‬e spagnole.‭ ‬Con quell’indicazione il‭ “‬nostro‭” ‬puntava esplicitamente ad allentare quel cappio oppressivo che fascismi democrazie e stalinismo stavano stringendo attorno al collo della rivoluzione spagnola.‭ ‬Berneri era ben cosciente che la vittoria della rivoluzione,‭ ‬se mai fosse stata possibile,‭ ‬si sarebbe dovuta vincere sul piano internazionale,‭ ‬ma d’altra parte aveva poca fiducia nelle capacità insurrezionali del proletariato francese su cui alcuni ponevano delle speranze.‭ ‬Allora che fare‭?

Già il‭ ‬24‭ ‬ottobre‭ ‘‬36‭ ‬scriveva:‭ ‬“La base di operazioni dell’armata fascista è il Marocco.‭ ‬Occorre intensificare la propaganda a favore dell’autonomia marocchina su tutto il settore dell’influenza pan-islamica.‭ ‬Occorre imporre a Madrid dichiarazioni inequivocabili di abbandono del Marocco e di protezione dell’autonomia marocchina.‭ ‬La Francia vede con preoccupazione la possibilità di ripercussioni insurrezionali nell’Africa settentrionale e nella Siria,‭ ‬e l‭’ ‬Inghilterra vede rafforzare le agitazioni autonomistiche egiziane e degli arabi di Palestina.‭ ‬Occorre sfruttare tali preoccupazioni‭ ‬,‭ ‬con un politica che minacci di scatenare la rivolta del mondo islamico.‭ ‬Per una tal politica occorre denaro ed urge mandare emissari,‭ ‬agitatori ed organizzatori in tutti i centri dell’emigrazione araba‭ (…)” ‬Queste cose continuò a dire fino a che non fu ammazzato.

Si,‭ ‬in qualche modo si può dire che Berneri aveva intuito,‭ ‬molto in anticipo,‭ ‬l’emergere di una questione araba e in particolare di una questione palestinese.‭ ‬Quello stesso intellettuale anarchico che scrisse bellissime pagine contro l’antisemitismo ne‭ “‬L’ebreo antisemita‭”‬,‭ ‬fu anche colui che,‭ ‬in un pionieristico e dimenticato articolo del novembre del‭ ’‬29,‭ “‬La Palestina insanguinata‭”‬,‭(‬6‭) ‬scrisse senza mezzi termini:‭ “‬Da che parte è la ragione‭? ‬È da parte degli arabi‭”‬.‭ ‬L’articolo commentava i gravissimi e sanguinosi scontri che si stavano registrando in quel momento tra coloni ebrei e popolani palestinesi.‭ ‬Berneri denunciò gli effetti disastrosi della famosa Dichiarazione di Balfour per una patria ebraica in Palestina‭(‬7‭) ‬e la colonizzazione finanziata dai capitali inglesi,‭ ‬sviluppatasi dopo la spartizione a tavolino del medio oriente operata dalle potenze vincitrici della Prima Guerra Mondiale.‭ ‬Questa colonizzazione ebraica della palestina,‭ ‬finanziata dal capitalismo inglese si era sovrapposta e anzi sostituita alla innocua migrazione dei profughi ebrei in Palestina che pacificamente era in corso da vari decenni,‭ ‬senza dar luogo a particolari conflitti.

Del resto Berneri fin dal‭ ‬1921‭ ‬aveva avuto un’attenzione particolare alle lotte anti-coloniali e ne aveva studiato le possibili connessioni con le lotte rivoluzionarie del proletariato.‭ ‬Non fu dunque un caso che in Spagna abbia prontamente individuato nelle agitazioni del mondo arabo,‭ ‬una delle leve su cui avrebbe potuto agire la rivoluzione spagnola.berneri

Altro che‭ “‬intellettuale di confine‭”‬.‭ ‬Camillo Berneri fu soprattutto un combattente rivoluzionario.‭ ‬Fu un uomo tormentato e contraddittorio,‭ ‬ma che sapeva sempre dov’era il suo posto di battaglia.‭ ‬Fu un blasfemo,‭ ‬un eretico dell’anarchia e a volte fu anche saccente,‭ ‬presuntuoso e antipatico.‭ ‬Ma fu un uomo che quando il destino lo ha chiamato ha saputo usare tanto‭ “‬la penna‭” ‬quanto‭ “‬il revolver‭” ‬per difendere la Spagna rivoluzionaria,‭ ‬il comunismo libertario,‭ ‬il futuro dell’anarchia.‭ ‬Lo commemoreremo tra un anno in Via Volta‭ ‬13‭ ‬a Firenze dove abitò in gioventù.

 

 

 

(1) Gustav Noske‭ (‬1868-1946‭)‬.‭ ‬Dopo aver fatto parte del movimento sindacale si iscrive al partito socialdemocratico tedesco‭ (‬SPD‭)‬ e nel‭ ‬1906‭ ‬viene eletto in‭ ‬Parlamento.‭ ‬Dopo la rivoluzione democratico-socialista del novembre‭ ‬1918‭ ‬con cui termina la Prima Guerra Mondiale,‭ ‬Noske diventa‭ ‬Ministro della Difesa del governo socialdemocratico e‭ ‬non esita a incoraggiare l’azione di gruppi paramilitari ultranazionalisti‭ (‬in particolare i‭ ‬Freikorps‭) ‬per contrastare il diffondersi le tendenze rivoluzionarie e consiliariste nella Repubblica di Weimar.‭ ‬Noske sarà il diretto responsabile della sanguinosa repressione dei moti spartachisti del gennaio‭ ‬1919‭ ‬e del barbaro assassinio di Rosa Luxemburg e Karl Liebnecht.

(2) Vedi BERNERI,‭ ‬Camillo,‭ ‬“El sovietismo en la revoltion alemana‭”‬,‭ ‬in‭ ‬Tiempos Nuevos‭ (‬Barcellona‭)‬,‭ ‬n.‭ ‬6,‭ ‬5/9/1934‭; ‬vedi l’inedito pubblicato con il titolo‭ ‬“Sullo stato proletario‭” ‬in BERNERI,‭ ‬Camillo,‭ “‬Anarchia e società aperta.‭ ‬Scritti editi e inediti a cura di Pietro Adamo‭”‬,‭ ‬Milano,‭ ‬M&BPublishing srl‭ ‬2001.

(3) Nel‭ ‬1929‭ ‬Berneri varcò la frontiera tra la Francia e il Belgio con la precisa intenzione di andare a Bruxelles alla Società delle Nazioni ed attentare alla vita di Alfredo Rocco,‭ ‬ministro fascista,‭ ‬padre del famoso codice Rocco,‭ ‬tutt’ora in vigore.‭ ‬In realtà appena varcato il confine fu arrestato perché tradito da un infiltrato di nome Menapace.

(4) Vedi AA.‭ ‬VV.,‭ “‬Il Convegno d’intesa degli Anarchici italiani emigrati in Europa‭ (‬Francia-Belgio-Svizzera‭)‬.‭ ‬Ottobre‭ ‬1935‭”‬,‭ ‬Nuova edizione a cura dell’Archivio Famiglia Berneri,‭ ‬Pistoia‭ ‬1980.‭ ‬Il convegno fu molto influenzato dalle idee di Berneri.

(5) Vedi non firmato‭ ‬“Arzigogoli‭” ‬in‭ ‬L’Adunata dei Refrattari‭ (‬New York‭)‬,‭ ‬26/10/1935.

(6) Vedi BERNERI,‭ ‬Camillo,‭ ‬“La Palestina insanguinata‭”‬,‭ ‬in‭ ‬Vogliamo‭ (‬Biasca-Annemasse-Lugano‭)‬,‭ ‬anno I,‭ ‬n.‭ ‬4,‭ ‬novembre‭ ‬1929,‭ ‬oggi in‭ ‬Kronstadt‭ ‬Foglio Anarchico e Libertario del gruppo Kronstadt Toscano,‭ ‬novembre‭ ‬2014.

(7) L’Inghilterra occupa la Palestina nel‭ ‬1917‭ ‬ed ed impone il suo protettorato.‭ ‬Con la dichiarazione di Balfour,‭ ‬ministro degli esteri britannico,‭ ‬l’Inghilterra comincia a sostenere e finanziare la colonizzazione sionista.‭ ‬Quella che era stata fin dagli anni‭ ’‬80‭ ‬dell‭’‬800,‭ ‬una migrazione spontanea e pacifica di alcune migliaia di ebrei disperati che fuggivano‭ ‬dai pogrom di Russia e di Polonia,‭ ‬si trasforma grazie all’imperialismo inglese,‭ ‬in una tragedia che ancora oggi è ben lungi dal terminare.

Posted in anarchia, eventi e iniziative, socialismo, umanesimo | Tagged , , , , | Commenti disabilitati su “Berneri e la rivoluzione in Spagna”, un articolo di Claudio Strambi, in occasione dell’80° anniversario della Rivoluzione spagnola

5 PUNTI PER DISCUTERE COME deCRESCERE (di Consuelo Lorenzi)

 decrescita
1 – LAVORO, RELAZIONI, CASA

Lavorare meno ore, per pochi giorni la settimana, in autogestione e vicino casa, con evidenti ricadute positive sulla propria giornata, affetti, relazioni e interessi.

Aumentare spazi autogestiti destinati a mense popolari, ostelli, bagni pubblici, campeggi sosta attrezzati, spiagge e boschi liberi non solo per chi lavora, ma anche per chi non desidera fare vita sedentaria o avere una casa stabile o occupazione fissa.

2 – CAPACITA’ E AUTOGESTIONE

Autogestione sempre. Usare il tempo che si è liberato dall’orario lungo per riappropriandosi progressivamente di capacità manuali, artigianali e agricole per auto produrre cibo, vestiti, calzature, riparare, costruire ecc. e rendersi sempre più autonomi. Alternare un interesse intellettuale a un’abilità manuale per uno sviluppo integrale della persona.

3 – SCAMBIO

Reddito base garantito come preparazione al baratto e al dono, disintossicazione dall’orario lavorativo lungo e progressiva eliminazione del denaro con lo scambio di oggetti autoprodotti dalle singole abilità e saperi. Il sapere non deve creare gerarchie.

Abitudine progressiva allo scambio e dono fra singoli e singoli, singoli e comunità, officine e laboratori autogestiti, comunità e comunità, laboratori e officine, ecc.

4 – SALUTE, TECNOLOGIA E PROGRESSO

Non necessariamente ricorrere ad un primitivismo estremo. Abolire l’apparato militare. Tecnologia a basso impatto ecologico per affrancarsi dalle occupazioni più pericolose e noiose, restando all’operatore la parte inventiva e di supervisione, che lo trasformerà in maestro artefice.

Evitare al massimo sprechi. Corretto smaltimento con pieno riciclo del riciclabile, abolizione del packaging in plastica non riciclabile.

5 – EDUCAZIONE

Tornare al concetto medievale di conoscenza universale apprendendo a piccoli gruppi itineranti. Imparare dai bambini e non viceversa. Farsi tramandare le conoscenze dai vecchi riportandoli al ruolo di storici e narratori, esperti di vita pratica.

Sviluppare al massimo la curiosità nel bambino per lasciarlo libero di orientare i suoi interessi offrendo la massima possibilità di scelta. Abolire il merito e le classi a favore della creazione di gruppi spontanei di apprendimento e per scoraggiare atteggiamenti competitivi, gerarchici ed egoistici.

 

 

CONSUELO LORENZI

 

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